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Accesso
automobilistico:
1) Da Como seguire
la statale Regina fino al termine di Sorico. Poco prima del Ponte del
Passo prendere la carrozzabile che si stacca a sinistra che in 5 km porta
ad Albonico (420 mt). Poco prima di entrare in paese si stacca sulla sinistra
la via Peschiera. Proseguire su questa a volte su sterrato ancora per
1,5 km fino alla località il Forno (592 mt). Qui in un pratone,
al cui inizio c'è un cartello di legno sostenuto da un palo giallo
di un gasdotto che indica la direzione "Albonico vecchia", si
parcheggia.
2)
Da Lecco conviene seguire la ss36 verso Sondrio e, superate le ultime
gallerie di Colico, continuare sempre lungo la 36, non più a doppia
corsia, verso Chiavenna. Giunti a circa metà del primo rettilineo
si svolta a sinistra (direzione Como) attraversando il Pian di Spagna
e giungendo al Ponte del Passo. Attraversatolo si svolta a destra. Qui
si seguono le indicazioni dell'accesso precedente.

Clicca...
A
piedi:
Premessa: i termini destra e sinistra sono riferiti al senso di marcia.
Dal parcheggio si imbocca l'evidente sentiero indicato dal cartello di
legno. Si incontrano pure le prime "M" in vernice gialla che
aiutano a non perdersi. Dopo i primi ripidi tornanti si raggiunge un bivio.
Si svolta a sinistra e si raggiunge una baita diroccata con una cappella
votiva dedicata alla madonna. Si attraversa un rigagnolo e si prosegue
in direzione di una chiesetta (fontanella nei suoi pressi). La si evita,
abbandonando il sentiero principale, puntando verso destra ad una radura
erbosa delimitata a monte da un muretto a secco nei pressi del quale si
attraversa un altro rigagnolo spesso secco. Qui si imbocca una ripida
traccia che passa sotto a dei tralicci per la corrente e sbuca, dopo aver
attraversato una zona colonizzata da felci, in un'altra radura erbosa
con un nucleo di baite diroccate. Si va a destra e si attraversa una zona
fangosa. Poco dopo le "M" in vernice diventano verdi. Si giunge
praticamente in piano ad una radura e il sentiero viene soffocato durante
la bella stagione da gigantesche felci. Al centro della radura c'è
un traliccio (molte "M" in vernice verde su di esso!!!). Si
svolta a sinistra (verso monte) e lo si punta alla meglio. Raggiuntolo
si prosegue decisi verso monte e giunti ancora nel bosco si notano due
baite. Vi si passa in mezzo e si segue un tracciolino ("M" sempre
in vernice verde) che porta ad una baita diroccata sotto un grosso masso.
Si passa in salita alla sua destra e successivamente il sentiero compie
una serie di tornanti che portano a una baita con alle spalle un ciclopico
masso sotto cui c'è un'antica stalla. Si prosegue oltre la baita
e si inizia a salire molto ripidamente ("M" sempre in vernice
verde). Giunti faticosamente in vista dello sbocco di un canalone si svolta
a sinistra evitandolo (qui le "M"diventano di colore rosso!!!).
Si segue la traccia molto evidente aiutandosi con le numerose "M"
in vernice rossa fino ad un ghiaione nascosto nel bosco. Ormai si è
arrivati. Si seguono le poche "M" ora bianche che portano nel
cuore del ghiaione. Qui finiscono i segnali in vernice. Si risale al meglio
l'ultima parte del ghiaione fino a sotto le pareti. Qui un grosso ometto
indica la placca dove attacca la via segnalata da una freccia in vernice
bianca.Il tutto richiede 1-1.30 ore per circa 350 mt di dislivello. Attacco
a circa 870 msl.
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