Rampikino - Le novità per la Valmalenco
Da qualche mese l'alpinista Luca Maspes "Rampikino" si è trasferito in Valmalenco lasciando per il momento la sua amata Valmasino per affrontare nuove pareti e nuovi progetti... che non hanno tardato ad arrivare: tant'è che il buon Rampik ci ha gentilmente concesso del materiale di sua proprietà per realizzare questa interessantissima pagina colma di notizie e novità.
2001 sul Bernina
Quest'anno ho voluto cambiare aria e tornare su montagne che avevo ancora poco visitato. In Valmasino, dopo le solitarie dell'anno passato e le vie nuove in Val Porcellizzo, ho un po' esaurito le mie motivazioni (anche se qualche grande sogno è ancora lì ad attendere, se non mi viene "rubato" prima) e mi sembrava l'anno buono per prendere casa in Valmalenco sotto il grande massiccio del Bernina. In questo complesso gruppo montuoso l'arrampicata su roccia era andata un po' a rilento dopo i primi anni di scoperta delle pareti di Campo Moro-Val Poschiavina (Celso Nana e C.) e dopo un periodo esplorativo di Giuseppe Miotti e C. sulle pareti in quota. Negli anni '90 anche io avevo un po' contribuito alla riscoperta di queste zone, con vie nuove in quota sulla bastionata di Fellaria (1992), una quarantina di nuovi itinerari da 1 a 6 tiri di lunghezza, in stile tradizionale, nella zona dello Scerscen (1990-1993), qualche prima invernale ("Spigolo Negri" al Piz Argent 1993, "Direttissima Parete Nord" del Pizzo Palù 1999) e l'introduzione del misto sulle cascate di bassa quota ("Franscia 2000"). Lo sviluppo dell'arrampicata su roccia nella valle ebbe poi qualche impulso a livello di palestre di bassa quota (Augusto Rossi, Massimo Bruseghini sulle falesie nei dintorni di Campo Moro) e qualche sporadico itinerario in montagna nella zona delle Cime di Musella (Mario Vannuccini e C.).
Quest'anno, dopo il periodo invernale segnato da qualche prima salita su cascata e canali di misto ("Death Zone", "Gully for explosion" ) la bella stagione è stata indirizzata alla ricerca di nuove pareti da scoprire o da rivisitare. Un periodo di tentativi, spesso andati anche a vuoto tipo sull'inviolata parete Sud del Pizzo Varuna, un vecchio progetto tentato a giugno ma naufragato per ora su rocce pericolose, oppure la mitica "via Giana-Mella" al Pizzo di Fora (non abbiamo ancora trovato l'attacco), una via di quasi 50 anni fa ancora non ripetuta e dove i primi salitori usarono un'asta di 5 metri per superare una liscia placca. Tentativi che mi hanno permesso di conoscere un po' di più il versante meridionale del massiccio, nella zona dell'alta Val Lanterna e dell'alta Valmalenco.
Nei
dintorni di Campo Moro e Val Poschiavina abbiamo salito una decina di nuovi
itinerari, spesso prima saliti in stile tradizionale (chiodi, friends) e poi
richiodati a spit per consentire ai ripetitori una bella arrampicata attrezzata
a 2000 metri di quota, sul solido e compatto serpentino della zona. Ho attrezzato
le vie anche successivamente alla prima salita perché mi piacerebbe che
i giovani del luogo apprezzassero le rocce della loro alta valle dopo la solita
"prima fase" passata nelle palestre artificiali e sui sassi. Le vie
hanno difficoltà che vanno dal V+ di "Boma" all' VIII grado
dell'ultimissimo itinerario tracciato sulla Parete della Diga con Christian
Gianatti e il giovane locale Norbert Parolini (21 anni), mio compagno in tante
vie nuove di quest'estate. Con alcuni "ospiti" noti ho aperto alcune
delle vie più divertenti (con il dottor Erik Svab alla Parete della diga,
con il triestino Paolo Pezzolato alla Parete del Freddo Mattino). Anche la guida
alpina di Sondrio Augusto Rossi ha salito due nuovi itinerari spittati sul Muro
dei Misteri, una bella parete di 300 metri sopra il Lago di Campo Gera. Tutte
le vie sono già state ripetute più volte pur senza ancora averle
pubblicizzate troppo...
Accanto a queste vie ci siamo anche dedicati al bouldering (molto fertili le
zone della Val Poschiavina con passaggi per ora fino al 7a) e all'arrampicata
tradizionale con diversi nuovi tiri in fessura e difficoltà fino al 6c/7a.
Non
sono però venuto in Valmalenco solo per chiodare nuove vie a spit ma
principalmente per avere a disposizione un grande terreno di avventura per una
esplorazione personale di montagne che sfiorano i 4000 metri e dove sono state
scritte pagine di un alpinismo un po' fuori dai grandi giri ma non per questo
di "secondo piano".
Sono così andato alla ricerca dei primi chiodi a pressione della storia,
che per chi non lo sa dovrebbero essere situati sull'aguzzo Torrione Brasile
delle Cime di Musella (salito in solitaria, il più duro V grado dell'estate
a causa della roccia completamente verglassata-ghiacciata); sono salito slegato
con Roberto Agnelli in meno di due ore sul ripido Canalone Folatti alla Forcola
d'Argent, la più famosa via di ghiaccio del versante meridionale del
Bernina; sempre con Agnelli, dopo una via nuova tradizionale sulle pareti del
rifugio Marinelli, ho esplorato e aperto una bellissima via su roccia favolosa,
situata su un versante del Sasso Nero ancora inviolato (non dico un pilastro,
un versante largo 2 km e alto 800 metri, tutto da fare!), una via di 10 tiri
aperta con un mazzetto di chiodi, nuts e friends e con difficoltà fino
al VII/A1. Forse una delle più belle giornate dell'estate, un vero e
puro alpinismo esplorativo su una montagna di 3000 metri che è il "balcone
panoramico" del gruppo del Bernina.
Al
di là delle arrampicate, la scoperta più insolita dell'estate
è stata però una grotta scavata dall'acqua nella roccia serpentinica
(fenomeno più unico che raro a detta dei geologi) situata sotto le dighe
di Campo Moro, una sorta di forra-canyon-grotta che siamo riusciti a scoprire
e discendere con 10 corde doppie e tecniche di canyoning-speleologia (muta,
pile speleo). Sai che avventura recuperare la corda doppia, infilarsi in un
buco buio senza sapere se ci sarà un'uscita e sperare di poter proseguire
verso il basso? (senza possibilità di risalire visto che non lasciavamo
corde fisse dietro di noi
) Dopo la prima avventurosa discesa, con Jacopo
Merizzi, Massimo Sala e Marino Tonni, siamo ritornati ad attrezzare il canyon
per rendere più sicura la discesa, ma l'avventura della prima volta è
ancora impressa nelle nostre menti, un viaggio all'interno della montagna. E'
stato curioso vedere l'interesse della gente del posto per questa scoperta,
così vicina a loro ma così nascosta nelle pieghe dei monti a pochi
passi dalle strade.
(tutto il resoconto del canyon e del Sasso Nero su www.valmalencofree.com -
rubrica "L'occhio di Rampik")
In Valmasino sono tornato solo per 4 giorni di vacanza in quota al rifugio Gianetti. Oltre a qualche ripetizione ho compiuto una lunga traversata in solitaria salendo da una via probabilmente nuova lungo lo spigolo del Pizzo Porcellizzo (500 m, V/V+, sempre slegato) e poi traversando per cresta fino alla Punta Torelli.
Ho seguito l'alpinismo di quest'estate con interesse (è il mio lavoro ) e personalmente sto capendo che il mio modo di concepire l'andare in montagna si discosta un po' dalle tendenze attuali, ora principalmente incentrate sulla ricerca della difficoltà e dell'arrampicata libera al posto di una ricerca esplorativa e di avventura selvaggia che in questo momento interessa a pochi. Quello che abbiamo fatto sulle montagne extraeuropee lo sto un po' applicando anche qui, ovviamente in misura un po' minore vista l'esiguità degli spazi da scoprire a disposizione (comunque tanti!). Per questo sotto il Bernina sono tornato un po' indietro ad assaporare un alpinismo con la A maiuscola fatto anche di tanta incertezza sul dove andrai, come salirai e dove finirai
LE VIE NUOVE DELL'ESTATE 2001 (maggio-ottobre)
Parete
del Freddo Mattino
Burning Manhattan (VII/VII+, 5 tiri, spit) con Paolo Pezzolato
Kabul (VI+, 2 tiri, spit) con Norbert Parolini + nuovi tiri in
fessura con difficoltà fino al 7a e chiodatura tradizionale, con Giuliano
Salvatore e Norbert Parolini.
Parete
della Diga
The South Ass (VII-, 5 tiri, spit) con Norbert Parolini
Dottor Svab (VII+, 3 tiri, chiodatura tradizionale) con Erik Svab
Jihad (VIII, 5 tiri, spit) con Christian Gianatti
Pilastro
triangolare
Boma (V+/VI-, 3 tiri, spit) con Norbert Parolini
Pilastro
del lago
Houston il futuro (VII, 8 tiri, prima chiodatura tradizionale poi spit)
con Massimo Sala, Katia Ferraresi e Norbert Parolini
Sasso
Nero
Via del Magnan (VII/A1, 10 tiri, chiodatura tradizionale) con Roberto
Agnelli
Pilastri
rifugio Marinelli
Via Agnelli-Maspes (VI, 4 tiri, chiodatura tradizionale) con Roberto
Agnelli
DISEGNI
Gli schizzi di alcune delle vie nuove (Jihad, Dottor Svab, The South Ass, Houston
il futuro, Boma, Burning Manhattan, via del Magnan) sono pubblicate sul sito
internet
in Alpi Centrali - Val Lanterna (alpinismo/vie). Per il loro uso e la disponibilità
di pubblicazione si rimanda a questo sito.
FOTO
Val Lanterna intro
boulder - foto C.Bettolatti
Berninapanorama - foto L.Maspes
ValPoschiavinaclimbing - foto L.Maspes
Folatti1 - foto L.Maspes
Folatti2 - foto L.Maspes
CanyonCormor1 - foto J.Merizzi
CanyonCormor2 - foto J.Merizzi
CanyonCormor3 - foto J.Merizzi
CanyonCormor4 - foto J.Merizzi
MaspesJihad - foto C.Gianatti
MaspesPilastridiFora - foto G.Salvatore
BoulderingCampoMoro - foto L.Maspes
SassoNeroviadelMagnan - foto L.Maspes
Un enorme GRAZIE al nostro amico Rampik che ci ha "regalato" la possibilità di creare questa bella pagina.
![]()